Paolo Randone | Il testamento
Niente agli avi, niente ai posteri.
Niente agli avi, niente ai posteri.
anche noi li registriamo, i protocolli per gli estranei in bataclava
con gli espatri predisposti sulle dita, quando prendono i maestri
è sul corpo pieno uguale a 0, agglutinato sottoterra che si incide
l’interdetto, lo trasmette per telegrafo e per lastre di ghiaccio
staccate per il premio
sopravvivere
è un atto di proliferazione
una lampada senza luce
non è una lampada.
io non sono me.
Anche quel poco di natura rimasta, così lontana dalle foreste,
dalle tigri e contrabbandieri che popolavano i nostri sogni, si ritrae nella stanza.