Freak | Lorenzo Pisaneschi
Fuori sulla strada una quasi pioggia grigia, un ricordo d’acqua sul cemento e noi di fronte; lui con la barba lunga, i capelli lunghi, il cappello e io con la pistola in tasca.
Fuori sulla strada una quasi pioggia grigia, un ricordo d’acqua sul cemento e noi di fronte; lui con la barba lunga, i capelli lunghi, il cappello e io con la pistola in tasca.
Il ragazzo che ha imparato ormai il mestiere, pedala pedala i gemiti della mola, lo stridio di lame. Saluta con un sorriso e un cenno del capo le donne che vengono a portargli da lamare.
Una favola di Alfredo Speranza
Il punto era speculare intorno alla narrazione neoliberale. Vedere come questa colonizzava il discorso pubblico e le menti degli individui, modellandoli a sua immagine e somiglianza. Non c’è niente di meglio che giocare a fare i rivoltosi in un’aula progettata da un designer minimalista – licenziare! Ecco cosa vuol dire.
Il cuore sprofondava nella notte coperta da nuvole mute e buie. Allo stesso modo, alle loro spalle, giaceva il relitto della Silna, titano sopito e immobile, arenato sulla spiaggia di Vulcano. L’equipaggio della Meteorina era riuscito ad arginare la perdita di carburante, a riparare i cavi subacquei per la Sicilia e a recuperare una ventina di container, eppure Furlan non riusciva a chiudere occhio.
Kosmonavt in italiano si traduce astronauta. O cosmonauta. Lo preferisco. Incarna l’idea di un uomo, che poi era un ragazzo, scaraventato in un bagno gelido di pece e di stelle, polveri e idrogeno, sulle strade sterminate del cosmo. Mentre il Paese pende dalle sue labbra.