Una valanga che si scomoda sulla pianura

La Light Item è un’etichetta. La Light Item è un’etichetta autogenerativa. La Light Item è un’etichetta autogenerativa di musica elettronica. Potrebbe anche essere un’etichetta di musica elettronica autogenerativa, ma non necessariamente. Fondata da Gec e da Rico – QuellodeiUochiToki – raccoglie e pubblica album, bootleg ed esperimenti.

È recentemente uscita in collaborazione con l’etichetta francese Solium, contenitore musicale dal catalogo estremamente vario, la loro B6TCH6, in cui alcuni produttori della Light Item rimaneggiano degli acapella di diversi liricisti, alcuni tra loro già vecchie conoscenze per il pubblico dell’etichetta, presi da brani rari all’interno delle loro rispettive discografie. È questo il caso del sesto ed ultimo brano della B6TCH6, Così smise di parlare Zarathustra di Napo – SemprequellodeiUochiToki – featuring originariamente facente parte di IOD di Burla22 e qui rimaneggiato da Olbos, sperimentatore con base a Roma e performer di live coding.
La penna di Napo ha da sempre sfornato materiale interessante all’ascolto per gli appassionati di spoken word: una struttura molto attenta agli aspetti percussivi della voce (forma che, con le parole di un personaggio di un altro suo brano, lo stesso Matteo Palma autodescrive come un “flow tutto tirato, stronzo, secco”) e che nasconde un meccanismo di incastri e metriche capaci di emergere e rinascondersi nel flusso narrativo senza perdere di solidità. Lo stesso movimento fluido è caratteristica del modo che Napo ha di dialogare con l’elettronica in cui è immerso e di cui, spesso, fa a sua volta parte entrando nei segnali elaborati dai produttori con cui collabora.

Il brano racconta dell’incontro/scontro tra un abitante di una casa-albero sul limitare del bosco e Zarathustra (qui inteso come il personaggio nietzschiano, già a partire dal titolo) lungo il percorso che fa per scendere dalla montagna e andare al villaggio. Recitato in prima persona dall’uomo che lo osserva, il monologo in cui il narratore esprime i suoi giudizi si apre a metà brano in un dialogo con Zarathustra stesso, di ritorno dal villaggio per fargli visita: staccandosi dalla forma che il narratore gli stava dando nella sua descrizione, infatti, il personaggio sta subendo un’evoluzione proprio causata dal punto di vista del suo osservatore, e il loro contrasto, più basato sull’essenza che sul dialogo, è quel confronto che ricerca, più di quello con gli abitanti del villaggio. “È meglio stare qui con te, a litigare in modo sottile”, conclude il pezzo lasciando spazio alla sempre più tellurica presenza di Olbos, solido nel ripensare la sonorizzazione della stessa registrazione della voce usata per il brano di Burla22.

Nella sua ampia varietà di approcci e produttori, la realtà Light Item ha la capacità di mantenere un riconoscibile sapore nelle sue produzioni, sia quelle strumentali che nei progetti in cui è presente la parola. Il lavoro sul suono è radicale, figlio di terreni di sperimentazione liberi e vivi come quello della Gara delle Batterie Elettroniche, itinerante accadimento organizzato dagli Uochi che ha accompagnato lo svilupparsi della rete di amanti delle escavazioni sonore che forma in parte massiva i collaboratori all’etichetta.
(Isidoro Concas)

Così smise di parlare Zarathustra

(nel rifacimento presente in B6TCH6, parte del testo è stato eliminato. Le parti di testo tolte sono quelle tra parentesi)

e per l’ennesima volta scende dalla montagna
come se non avesse appreso ancora
senza curarsi di alberi, rocce e corsi d’acqua
è una valanga che si scomoda sulla pianura
e già sa, pur nell’apice dell’astio suo
che quel ticchettio di parti meccaniche
si cheterebbe nell’istante in cui
ripetesse tra sé e sé “sai,
son solo fisime” e se ne stesse tra gli alberi
che ci parlano, con lui
ma non funziona in questo modo l’alterarsi
gli abitanti del villaggio attraggono gli scontri delle volontà
e farebbe loro un torto sia ignorandoli che a immischiarsi
ma oggi era di riposo quindi perché no? si va!

era un po’ che stava solo
era un po’ che la saggezza gli si tramutava in nausea
cominciava a perdere un controllo
immaginava situazioni in cui a chiunque dava contro
e l’equilibrio gli diceva “valica, riportami, hai la permissione!”
ed io lo guardo dalla mia casa-quercia sul limitare del bosco,
si è già inoltrato nel villaggio
ed è pronto a dare lustro alla sua verbosità

comincio a capire il perché periodicamente
abbandoni le prudenze e si lanci scientemente a capofitto tra la gente
nel conflitto con se stesso egli vince quando perde
e non è un essere pacifico
bensì un oceano in cui vorrebbe fortemente che gli altri si immergessero
e che imparassero ad estrarre ossigeno dall’acqua
aggiungendo a polmone branchia, a gamba pinna,
alla corsa la natatorietà

se tentennano, se la maggior parte affogano,
lui non si perde d’animo
torna alla montagna, si calma, si dimenticherà
ma non si dimena e non mendica
la convivenza che…

accipicchia, eccolo!
è lui che già ritorna dal villaggio?
fratello, come mai così presto?

(“non so, non riuscivo ad arrabbiarmi
perchè pensavo a quei discorsi che mi ha fatto i mesi scorsi”

ma è stupefacente! allora ascolti ciò che dico! come mai solo ora?

“è che scendendo ho visto te guardarmi dalla tua casa sull’albero
così a mia volta mi son guardato da fuori, dal tuo punto di vista
poi da quel momento non son riuscito più”

riuscito più a fare cosa, fratello?)

“devo trovare un altro modo
ci son quelli che, impotenti,
non riescono più a fare all’amore
io non riesco a fare l’odio”

(ma no, ma no, che c’entra? tu devi andare in quel villaggio
immergerti negli altri, poi tornare sazio, pronto a proseguire nei tuoi viaggi!

“ma figurati se continuo a fare una cosa
solo per permetterti di non cambiare idea su di me!
solo perché ti piace star lì a guardarmi a fare avanti e indietro dal villaggio
senza consumarti mai)

mi sono stufato di litigare furiosamente con persone che non vanno né avanti né indietro

è meglio stare qui, con te, a litigare in modo sottile.

Parole e voce di Napo
Remix di Olbos
Tratto da
B6TCH6 © Light Item, 2020

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