Cose in cielo | F. Cane Barca • Charlie Nan

Magdala, faccio il mio nome e metto gli occhi nel sole, ci sono cose in cielo. È roba fantastica, già abitudine, normalità, come acqua nell’acqua.
Picchia le spalle il fuoco in piazza De Ferrari: bruciarmi, resistere, farmi acqua salata, agosto, caldo che la gente muore, anomalìa, anomalìa, anomalìa.
A Genova non piove più, non ci sono zanzare e che diceva il vecchio al bar, diceva che… l’aria non è buona ma si sta meglio che altrove, è il mare! Il mare! Il mare e quelle cose in cielo! e poi? Le sirene quando vengono? Un bianchetto Stavros, fanne già due, fanne uno rosso e uno bianco belìn! Anemmu figêu! Se arrivassero le sirene, dopo i draghi le sirene! E poi? La fenice! Uomini rana per le strade! Ci penso a quello che verrà, e il sudore va dove non voglio.
Passa una bestia, fa una grande ombra che distrae dal sole, faccio il loro nome, faccio un sorriso da Gioconda e dico… draghi. Non fa più ridere, è normale come dire cani, caffè, finestra. Sono qui con noi da due anni, forse meno, per millenni a esistere, è che solo ora li vediamo.

Passa una bestia, fa una grande ombra che distrae dal sole, faccio il loro nome, faccio un sorriso da Gioconda e dico… draghi.

È stata una loro scelta mostrarsi e lo hanno fatto per restare in vita, si sono evoluti i draghi, e non sono affatto stupidi, non più di noi. Quanti gatti si sono mangiati, per ripicca, il loro corpo squamato… hanno detto si chiama Celestio questa materia prima ignota che li fa invisibili, sono qui a dirci che l’aria è sporca, tossica per loro, che stiamo vivendo male, ci fanno i loro bisogni sulle teste, urlano la notte.
C’è chi parla della fine dell’antropocene, e della nuova era del drago. Le case editrici pubblicano saggi a tema: Amore e dragocene; Capitalismo e draghi; Elogio del drago; Il mio drago pop-up; E dopo i draghi?; Filosofia del drago. Mentre la Commissione Draghi dice che il messaggio è uno solo: “Se continuiamo a vivere in questo modo verremo annientati, bruciati, mangiucchiati”. Certi politici dicono che bisogna abbatterli, ma sono potenti i draghi e hanno la ragione a farli ancora più forti, ci hanno dato un ultimatum, vai loro a dare torto, … e brave bestie, dico guardando su.

C’è chi parla della fine dell’antropocene, e della nuova era del drago. Le case editrici pubblicano saggi a tema: Amore e dragocene; Capitalismo e draghi; Elogio del drago; Il mio drago pop-up; E dopo i draghi?; Filosofia del drago.

Aspetto Edo e guardo due ragazze colombiane farsi il bagno nella fontana, c’è un bel fervore qui, tanta gente, sono arrivata trenta minuti prima, vediamo lui che farà, non ci vediamo da giorni, se la ridono le ragazze strizzando gli abiti. Le conosco?
La Commissione Draghi dice che “Andremo al fuoco! Distruggeranno le industrie, e non sono soli, c’è chi li aiuterà a scegliere i bersagli, organizzazioni terroristiche che vanno contro questo sistema, bisogna fare quello che vogliono i draghi o ci daranno fuoco! Al fuoco!”
Eccolo.
Oi! Edo!
Sta in hangover, è bello, e in anticipo di qualche minuto. Avvicinandosi fa uno sbattere d’ali e ridacchia, si siede e ci diamo una stretta con i corpi, non ci vediamo da giorni, ci facciamo lungamente smorfie e sorrisi.
…Ho fatto tardi ieri, il drago era viscino casa mia non riuscivo a smettere di sguardarlo a loro piace andare in collina la notte e io urlavo: Drago! Drago! Draghetto!… Sono contento di vederti, pare l’iniszio di una nuova era.
…O la fine Edo, usciranno cose dal mare, dalla terra, dal fuoco, ora tutto è possibile, il BauBau! Ma come parli Edo?
…Le profezsie di Magdala, ah! E parlo così perché… Eh!
Quando guardavamo il cielo dai satelliti, al contrario, loro stavano lassù e non ce ne eravamo accorti, io no di certo, lo vorrei io un mantello di Celestio.
Parliamo delle nostre ultime giornate e torniamo poi al solito argomento, si parla solo di questo oramai. A lui vengono male certe parole, è fastidioso e fa tenerezza, dovrebbe bere dell’acqua.
…e quella petroliera che dicono essere stata presa dai somali e mai ritrovata, l’avranno buttata giù i draghi, il disastro del treno a Taiwan… perché non può essere stata una manovra di volo errata, un colpo d’ala maldestro. Alcuni sapevano dell’esistenza dei draghi, ne sono sicura, e i giornalacci non ce l’hanno detto. Vai a sapere la verità… dovresti bere dell’acqua.
Fa caldo, ce ne stiamo ugualmente vicini, fumiamo zitti, due minuti buoni senza parole.
…Magdala hai vizsto quel film animato con un Gorilla di montagna, e poi un Elefante di Sumastra, Sumatra, Leopardo di Amucr, Amur, Vagita, Vaquita, Lemure del Madagascar, e altri? Tutti animali che si stanno estinguendo, che decidono di fare una banda e prenderszela con l’uomo, è orientale, devo passarti il titolo, ricordo i nomi degli animali ma non il titolo, hanno ragione, il pianeta è più loro che nostro.
…Non è che mi svieni?! Bevi! Non delirare Edo.
…Sono arrabbiato, contento ma fuorioso.
…Fuorioso? Ahah!
…Edo, forse proveranno a ucciderli, più facile che ridurre le emissioni, l’inquinamento, queste cose, non ci rinunciano, quelli provano a ucciderli sicuramente, e sono abbastanza stupidi per provarci, e sai che risate centinaia di draghi che ci cagano in testa, che ci mangiano i gatti, che sputano fuoco, forse non farà molto ridere, moriranno, moriremo quasi tutti, anche quel tizio che ha provato a cavalcarne uno, una brutta fine.
Beve finalmente, mi risponde ma non capisco che dice, lascio stare, vorrei vederlo più spesso, lavorare mi rovina le amicizie.
…Mi manchi Magdala, vorrei vederti di più, andiamo in spiaggia, szmettiamo di parlare di queste cosze.
…Sì, stavo pensando proprio questo, e sì, andiamo, che il mare mi fa sentire dentro un sogno di un sonno da sbronza, un po’ fatta, o dentro altro, dentro una barca.
…A me fa sentire piccolo, una polpetta.
…A me fa sentire un po’ più contenta, andiamoci fino a sera, tanto oggi non lavoriamo, tu hai soldi?
…Sì, li ho, per cosa?
…Per offrirmi da bere zotico!
…Facciamolo! Che facevi?
…Guardavo su, mi sono letta delle cose.
…Che?

Passa una nuova ombra, più grande della precedente, più lenta. Guardiamo su, il drago plana e ricopre tutta la piazza per un mezzo secondo. Vediamo quel dorso di scaglie di giada, le scapole un po’ strette.

In San Silvestro facciamo una colazione tardiva, lui deve riprendersi, io non ho fretta e, con un pezzo di farinata con gorgonzola tra le mani, sto zitta. Lui discute con un paio di signore e mariti, si parla solo di queste cose. Le signore sono scettiche.
…Signore più della metà degli animali che un tempo vivevano sulla Terra è scomparszo… Inquinamento, riszcaldamento globale, cambiamenti climatici, deforestaszioni, distruszioni di habitat, cascia e pesca intensziva… Szignori! Le piogge acide? Sono in aumento. Giù come pioggia, neve e nebbia, roba che danneggia l’ambiente, cambia la disponibilità di elementi nutritivi, riduce la fertilità del territorio. Certo che sono incazzati i draghi, è sztrano che non lo sziamo noi.
…e le emisszioni di CO2 nell’atmosfera uccidono più delle guerre, Szignore! Più degli omicidi, della tubercolosi, dell’Aids e della malaria messe insieme, le auto, le fabbriche, gli inseneritori. L’inquinamento è diabete, ictus, attacchi cardiaci, più morti del fumo di tabacco, che è responsabile di sette milioni di decessi al mondo ogni anno, sette! Sette milioni! Sette!
Lo porto via, sta diventando imbarazzante.
…Basta Edo! Le stai innaffiando!
A Vesima abbiamo i culi sul bagnasciuga, le onde ci vengono sotto, lui si è rilassato.
…Quando ero piccola era più lunga la spiaggia.
…Lo sdici sempre Magdala, ogni volta.
…Sì, lo so.
Tengo gli occhi chiusi.
…Guarda Mag! Un drago laggiù, lontano.
Se ne sta all’orizzonte a girare e girare, si poggia sull’acqua, sembra guardare verso di noi, è blu.
…Penso che sarà un bel casino se non faremo quello che vogliono, distruggeranno tutto, abbattere un’industria inquinante inquina davvero molto. Il villaggio Inuit del lago Anjikuni, in Canada, sai la storia? Dicono che furono i draghi, anche a Roanoke… e anche… 
Mi zittisce con un dito sulla bocca, ridacchiando.
…Non so Magdala, potremmo parlare anche di altro? Ha ragione
…Va bene, possiamo giocarcela a sasso carta forbice per chi va a prendere da bere al chiosco.
…Magdala, se ci vedessimo più spesso?
Non possiamo parlarne con un qualcosa da bere?
…Vai, e allora giochiamocela.
Beviamo e siamo due muti, è andato al baretto e non ha chiesto la cannuccia, bravo, stacco la bocca dal bicchiere, prendo un cubetto di ghiaccio e glielo tiro.

Illustrazione di Nicolò Gugliuzza

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