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Avere un corpo Γ¨ dato solo ai giovani,
Γ¨ un gioco da ragazzi possederlo,
vederlo percepito, adoperarlo.
Avere un sesso Γ¨ dato finchΓ© Γ¨ fertile.

E il giovane infermiere sorridente lo sa bene:
mi guarda sempre in volto o non mi guarda,
mi cambia le lenzuola come un mago
β€” le sfila e non mi sfiora β€”

resto ferma, di ceramica.

Soltanto in ospedale ci Γ¨ concesso
portarci addosso un corpo anche da vecchi,
ma come fosse un prestito: per poco, di passaggio.

Non riesco a ricordare il nome del mio medico,
del resto non lo stimo ed Γ¨ un fastidio
sentirlo incaponirsi sulla diagnosi:
mi dice che non riesco piΓΉ a parlare,
sono afasica.

Il corpo in ospedale Γ¨ un corpo schiavo,
lontano dalla mente che lo avverte:
il medico si sbaglia, Γ¨ un incapace
e un ictus non puΓ² toglierti la voce.

***

Questa parte di cittΓ  non l’ho mai vista; alla finestra
si srotolano i nomi delle aziende e dei negozi,
certamente nomi inglesi β€” Γ¨ alla moda β€”
che noi vecchi non capiamo, ta ta ta.

Qui non c’è molto da fare. L’infermiere avrΓ  trent’anni,
avrΓ  studiato, ma suppongo che nemmeno lui capisca:
mi sorride se gli chiedo una lettura ad alta voce
di quei nomi, non risponde.
Io mi sento una turista in questa lingua,
ta ta ta.

In tv qualcuno parla di un complotto
delle case farmaceutiche e dei medici
β€” forse Γ¨ questo, forse inventano una cura
per un male inesistente, che non appartiene al corpo.
Ti convincono inventandone anche il nome.

***

Qui di notte resto sola, ta ta ta,
e per qualche folle ora si convince il personale sanitario
che io renda al mondo il corpo,
che mi scada questo prestito ogni sera,
come giΓ  nell’aldilΓ  vivessi in sogno.

Di nascosto questa mano ancora viva
mi dΓ  gioia, mi dΓ  voce,
e c’è un nome che ricordo
ed Γ¨ Tommaso, ta ta ta.

***

Al mattino finalmente c’è una visita ta ta.
C’è mia figlia, piange forte,
mia nipote ride isterica e mi porge tra le lacrime
un aggeggio tecnologico alla moda
β€” sempre col suo nome inglese, ta ta ta β€”
da cui esce questa voce che Γ¨ la mia,
ma non riesce piΓΉ a parlare perchΓ© Γ¨ afasica:
Β«Ta ta ta, ta ta ta, ta ta ta, ta ta ta
come detto per eserto c’è Tommaso
ta ta Maso, come vaso? ta ta ta
siete grazie di venute ta ta ta c’è Tommaso
come detto, come vaso? Tutto bene
porca troia, tutto bene.Β»

Testo e voce: Eugenia Galli
Musica e arrangiamenti: Lorenzo Dal Pan
Video: Tommaso Giacomin
Grafica: Toi Giordani

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