La gatta Bloom

al passato non mi viene di parlarne, ma sarebbe cosa giusta, che a raccontarlo mi prenderete per pazzo, ché questa storia non l’hanno affatto detta in giro.
ho – avevo – un gatto di un pelo corto bianco a chiazze blu e arancio come non ne avete mai visti, quel gatto lo chiamavo Bloom, venne lui da me, era agosto, il ventuno, un po’ Bengala, un po’ Mau egiziano, un po’ Ocicat, l’amica esperta Catalina dice che è unico, e me l’hanno preso, il gatto Bloom, forse rinchiuso come me, era assai espressivo, miagolava in modo morsico, non era schiavo degli istinti, così comprensibile nel chiedere, un gatto che era sempre più grande, cresceva nelle ossa, sempre di più, non grasso, si trattava – si tratta – di un difetto genetico, ha detto la Catalina: le zampe erano più tozze giorno dopo giorno e la testa grande mutò partendo da una graziosa dimensione …che stava volendo fra i due palmi a conchetta: che bel muso, mistico gatto, portatore della sua storia magica; nel quartiere di Genuaua, a Balzania ero l’unico che non ebbe problemi con i serpenti nel novantuno, ora sono imbarazzato, abnorme felino più alto di me.
temevo volessero prendermelo. e ne parlo al maschile di lui, il gatto Bloom, perché inizialmente era maschio, poi dopo cinque anni è diventato una lei, nemmeno l’ho detto a Catalina.

che bel muso, mistico gatto, portatore della sua storia magica

la sua intelligenza! — si è ampliata proporzionalmente alla sua stazza, e alle sue malefatte: mi portò il cane dei vicini come trofeo e lo mise sotto il letto, prima mozzandogli il muso; dovetti fare dei lavori di ampliamento in casa per lasciare spazio alla lettiera; seppellii due volte il postino nel giardino; d’estate cacciava i cinghiali; e le sue merde! oltremisura! non potevo più farla uscire, c’era chi si lamentava, io provavo a spiegare quanto fosse buona e che il mondo stava cambiando: lei è il futuro! un gattone soffice e amorevole da amare! è magico, il mutamento, la realtà non è statica ma si muove! è Bloom, è trasformazione, non posso rinchiuderla, siamo amici, non è mio possesso, è questo il sapore del mondo, non odiatemi ma aiutatela!

mi trasferii almeno sei volte in quei mesi, per lavoro non potevo vivere distante dalla città, non potevo! un dispendio di soldi ed energie e stress che non so se potete immaginare, forse altre persone hanno vissuto cose simili e io ve lo chiedo: come avete fatto a vivere con il vostro grande animale? e non parlo di grassissimi gatti, no!
qualcuno forse ha avuto un pesce rosso divenuto delfino; un cinguettio fatto urlo d’Albatros. ditemi!
in primavera perdeva così tanti peli che passavo il tempo libero a raccoglierli per poi smaltirli la domenica nelle campagne, uscì la notizia su di un giornalaccio ora che ricordo, avevo una gran paura che i netturbini decidessero di aumentarmi le tariffe, ma che potevo farci, era adorabile la mia Bloom, quando veniva nel letto a far le fusa tremava il tempo stesso, bellissima, le sue fusa hanno curato il mio mal di cuore.

qualcuno forse ha avuto un pesce rosso divenuto delfino; un cinguettio fatto urlo d’Albatros. ditemi!

una volta non dico che panico: non la trovavo, due giorni a chiamarla per poi scoprire che stava sul tetto a dormire, me ne accorsi per la cascata dorata che mi travolse al suo risveglio, pisciò nel sonno e bagnò l’intera via, che tanfo. L’ho spiegato al giudice, ho cercato di stare con lui, con lei, me l’hanno tolta e io sono tre anni che sto in gabbia perché il micetto ha deciso di giocare con la Catalina, quel mattino non avevo tagliato le unghie a Bloom, e non mi aspettavo la visita dell’amica, le tolse la vita, sgridai la Bloom che era abbastanza intelligente da capire, non l’ha fatto apposta me lo disse lei, il giudice ha riconosciuto l’intelligenza della bestia a mio discapito: il grande gatto le obbedisce, questo è femminicidio! è lei ad aver ordinato al gatto di uccidere! 
ora non so che fine ha fatto Bloom, forse ha ragione il giudice, però so dove sono io: in cella; sì, ho mal gestito la cosa, forse prenderò un cane la prossima volta, o lascio perdere le bestie e bado al modellismo, allo sport in tv, a una carriera nella ristorazione.

il grande gatto le obbedisce, questo è femminicidio! è lei ad aver ordinato al gatto di uccidere! 

sono qui, e il mio compagno di prigione dice che… la complessità degli eventi è tale da non doverci fare caso, dobbiamo accettare i giorni così come sono, io lo schiaffeggio quando dice così e mi chiedo che fine abbia fatto il gatto, se è cresciuto ancora, se è riuscito a scappare, se ha avuto dei cuccioli, e se sì… se li ha avuti, se li ha avuti mi chiedo con quale fortunata belva è andata a creare la sua prole, forse un orso, un umano, un leone, forse lo stanno tagliando per sperimentare nuove medicine o per riprodurne migliaia di gattoni e metterli al museo, o nel piatto, o nello zoo, mi chiedo dove stia giganteggiando la famiglia Bloom e se verranno a liberarmi, si che potrebbero farlo, Bloom!
e la notte miagolo per chiamarla, non si sa mai.

Glitch art di Nicolò Gugliuzza

 

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